lunedì, gennaio 21, 2008

L'idiozia di un gruppetto di docenti

Andrea Romano, oggi, sulla Stampa, riprende il tema della ormai famosa lettera dei docenti della Sapienza sulla visita del Papa a Roma.

Si riferisce al loro atto come "l'idiozia di un gruppetto di docenti", e ne trae un articolo per parlare del Partito Democratico e delle sue dinamiche interne.

Sono perfettamente d'accordo con Romano. I professori sono stati idioti.

Sono stati idioti a pensare che una lettera interna al proprio rettore sarebbe rimasta confinata all'interno dell'Università.

Sono stati idioti a sperare che qualcuno si prendesse la briga di leggere la loro lettera, e verificarne le argomentazioni (magari leggendo cosa diceva Feyerabend, e cercando di capire perchè Ratzinger lo stava citando).

Sono stati idioti a supporre che qualcuno avrebbe chiesto ANCHE il loro punto di vista su tutta la vicenda, e avrebbe concesso loro lo stesso spazio che è stato dato ai loro avversari per farli a pezzi.

Sono stati idioti ad immaginare che qualche politico li avrebbe difesi dall'accusa di essere professori nullafacenti che avevano ottenuto il posto per raccomandazione, e non i rappresentanti di uno dei migliori Dipartimenti di Fisica in Europa.

Sono stati idioti a credere che qualche giornalista si sarebbe preso la briga di fare qualche domanda, così da scoprire che se i firmatari originari erano 67, le adesioni erano state oltre 700.

Sono stati idioti a confidare che qualcuno si sarebbe ricordato che, quando Ahmadinejad è andato alla Columbia University, è stato pesantemente contestato.

Sì, è vero, sono stati idioti.

Sono stati idioti a dimenticare di essere in Italia.